Si attende ora che il Governo vari al più presto gli strumenti attraverso i quali conseguire gli obiettivi indicati, quali la Strategia energetica nazionale (SEN), il Piano di adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Strategia per l'Economia Circolare.

Il Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2017, su proposta del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha approvato la "Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile" che prende le mosse dall'aggiornamento della precedente "Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010", ma ne amplia la prospettiva, facendo proprio il messaggio e i contenuti dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, in linea con l'Accordo raggiunto nel 2015 in occasione della "Conferenza delle Parti di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici" (COP21).

"La Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile è il documento attorno al quale edificare l'Italia dei prossimi decenni - ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - Non è un libro dei sogni, ma l'indirizzo preciso fornito da istituzioni e società civile per raggiungere gli obiettivi dell'ONU e onorare l'Accordo di Parigi sul Clima. Spero che la politica trovi il tempo e la responsabilità di confrontarsi su questi temi in campagna elettorale".

Il documento, frutto di un lungo processo di consultazione e di lavoro condiviso con le Amministrazioni centrali, le Regioni, la società civile, il mondo della ricerca e della conoscenza, intende offrire un quadro di riferimento comune al Paese su una visione di sviluppo orientata alla sostenibilità. Individua per questo 5 aree di intervento:

- Persone (Interventi di contrasto alla povertà, Promozione di salute e benessere);

- Pianeta (Arrestare la perdita della biodiversità, Garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, Creare comunità e territori resilienti);

- Prosperità (Finanziare ricerca e innovazione sostenibili, Decarbonizzare l'economia, Affermare modelli sostenibili di produzione e consumo, Assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici);

- Pace (Eliminare qualsiasi forma di discriminazione, Assicurare la legalità e la giustizia);

- Partnership (Lotta alle disuguaglianze, Salute, Ambiente, Energia per lo sviluppo).

"Le cinque 'P' su cui è strutturata questa Strategia e rispetto alle quali ora verranno individuati target e conseguenti azioni di monitoraggio - ha spiegato il Ministro - richiamano alla profonda interrelazione tra dinamiche economiche, crescita sociale e qualità ambientale. Il documento fissa tra i perni dello sviluppo futuro la centralità della persona con il contrasto a povertà ed esclusione, come anche la salute del Pianeta che passa dalla tutela delle risorse naturali, a partire dal territorio e dall'acqua. Inoltre, la Strategia promuove una prosperità che sia garantita da nuovi modelli sostenibili orientati a efficienza e innovazione, la ricerca della pace eliminando le diseguaglianze che pesano sulle nostre società e infine la partnership necessaria a raggiungere ogni grande risultato".

Nei giorni precedenti, l' Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) aveva presentato alla Camera dei Deputati il 2° Rapporto "L'Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile" in cui si evidenzia che il nostro Paese, nonostante qualche progresso rispetto all'anno precedente, rimane ancora molto distante dalle performance degli altri Paesi europei e sono ancora troppo forti le disuguaglianze territoriali, socio-economiche e di genere. Oltre ad indicare i punti di forza e di debolezza del Paese rispetto agli SDGs, l'ASviS indica le misure di breve e medio termine per portare l'Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile, suggerendo, tra l'altro, di dettagliare la Strategia Nazionale anche in termini quantitativi e rendere operativa la sua governance.

"Ora che la Strategia è stata approvata ufficialmente - ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS - ci aspettiamo che il Governo rispetti l'impegno di predisporre sia la direttiva sia, entro la fine dell'anno, un documento che dettagli il documento odierno, indicando target quantitativi e strumenti attraverso cui conseguirli, come la Strategia energetica nazionale, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la Strategia per l'economia circolare, tutti documenti in fase di consultazione e da varare al più presto".

La nota del Ministero chiarisce che a questa approvazione seguirà una seconda fase, coordinata dalla Presidenza del Consiglio, per la definizione e quantificazione degli obiettivi da associare agli obiettivi di sviluppo sostenibile che la Strategia stabilisce, nonché l'individuazione di metodi condivisi per il loro monitoraggio e per la valutazione del contributo delle politiche attuali e future al loro raggiungimento.

"È chiarissima - ha aggiunto Galletti - la linea di coerenza con ciò che abbiamo chiesto tutti insieme firmando l'Accordo di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici, sotto la spinta morale dell'Enciclica di Papa Francesco e l'impegno delle Nazioni Unite: un nuovo modello di crescita in cui l'ambiente sia riferimento delle scelte economiche e chiave del cambiamento sociale. Di questo processo Italia ed Europa sono protagoniste".

Per il WWF l'approvazione da parte della Strategia è certamente un fatto significativo, tuttavia anche per l'Associazione ambientalista il vero nodo da sciogliere si manifesterà quando la Strategia stessa dovrà essere completata con le indicazioni degli obiettivi precisi da raggiungere, degli strumenti e dai tempi entro cui raggiungerli e dal puntuale monitoraggio degli stessi (fatto che il Governo promette di poter approvare prima della fine dell'anno). La Strategia che sarà gestita dalla Presidenza del Consiglio dovrà costituire il vero framework di riferimento necessario a impostare una nuova e concreta politica per la sostenibilità.

"Riteniamo che tutti i rapporti e le strategie ora in via di elaborazione o di discussione, quali la Strategia Energetica Nazionale, la Strategia per l'Economia Circolare, il Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, debbano seguire il taglio della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile" - ha commentato il Direttore scientifico del WWF Italia, Gianfranco Bologna - È necessario che sia la politica che l'economia raggiungano presto la consapevolezza che lo sviluppo del futuro o sarà sostenibile o non ci sarà: non ci sono alternative".