Con l'obiettivo di sensibilizzare i consumatori sull'importanza del riutilizzo/riciclo e di diminuire la produzione dei rifiuti, ritorna la pratica del "vuoto a rendere", seppure in via sperimentale della durata di un anno, limitata ai contenitori di birra ed acqua, e su adesione volontaria degli esercenti di alberghi, residenze di villeggiatura, bar e ristoranti.

Entra in vigore oggi 10 ottobre 2017 il Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare( MATTM), di concerto con quello dello Sviluppo Economico (MiSE), "Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152", mentre il periodo sperimentale di un anno decorrerà dal 120° giorno successivo al data in vigore del regolamento ovvero dal 7 febbraio 2018.

Il Regolamento era previsto (entro 90 giorni!) dall'Art. 39 nella Legge 28 dicembre 2015, n. 221 "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di gremì economi e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali" (il cosiddetto "Collegato Ambientale") che aveva aggiunto un articolo (Art. 219 bis) al Decreto Legislativo n. 152/ 2006 "Norme in materia ambientale" (il cosiddetto "Testo Unico Ambientale"):

"Al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e di favorire il riutilizzo degli imballaggi usati, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente disposizione è introdotto , in via sperimentale e su base volontaria del singolo esercente, il sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti e bar e altri punti di consumo".

L'obiettivo del "vuoto a rendere" è di sensibilizzare i consumatori sull'importanza del riutilizzo/riciclo e di diminuire la produzione dei rifiuti.

"Un Paese proiettato nell'economia circolare come l'Italia - afferma il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l'ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi".

La sperimentazione si applica agli imballaggi con le seguenti caratteristiche:

- di tipo primario (concepiti in modo da costituire un'unità di vendita per il consumatore);

- riutilizzabili (concepiti e progettati per sopportare nel corso del suo ciclo di vita un numero minimo di viaggi o rotazioni all'interno di un circuito di riutilizzo);

- conformi ai requisiti essenziali della Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggi;

- destinati all'uso alimentare e al contenimento di birra o acqua minerale;

- serviti al pubblico nei punti di consumo;

- di volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.

Gli esercenti aderiscono su base, su base volontaria, compilando il modulo di cui Allegato 1 al momento dell'acquisto di birra o acqua minerale in imballaggi riutilizzabili, e lo trasmettono o consegnano al distributore in caso di filiera di tipo lungo o al produttore di bevande nel caso di filiera di tipo corto al momento della consegna da parte di quest'ultimo dell'imballaggio pieno.

Gli esercenti aderenti alla filiera versano una cauzione tra 0,05 e 0,3 euro secondo i parametri dell'Allegato 2 contestualmente all'acquisto dell'imballaggio riutilizzabile pieno con diritto di ripetizione della stessa al momento della restituzione dell'imballaggio vuoto. L'importo della cauzione in nessun caso comporta un aumento del prezzo di acquisto per il consumatore e rimane invariato in tutte le fasi di commercializzazione della filiera.

A sostegno della diffusione del sistema del vuoto a rendere di cui al presente regolamento il MATTM può concedere il patrocinio e l'utilizzo del logo ministeriale agli operatori che realizzano una o più campagne di comunicazione o altra forma di comunicazione sul sistema del vuoto a rendere e conferisce un attestato di benemerenza agli operatori che aderiscono alla sperimentazione, che può essere affisso nei punti di consumo e messo a disposizione sui propri siti web.

Per la raccolta, l'analisi e la valutazione dei dati della sperimentazione, i distributori e produttori di bevande trasmettono, direttamente o tramite le associazioni di categoria, al MATTM per via tematica entro 30 giorni dall'adesione il modulo dell'Allegato 1 e ogni trimestre il modulo di cui all'Allegato 3. Tale sistema di sistema di monitoraggio permetterà di valutare la fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica sia da confermare, ed eventualmente, estendere ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione.

Non essendo previsti incentivi economici, ma solo ricadute di "immagine" per gli esercenti che vi aderiscono, c'è da augurarsi che tale sperimentazione abbia un adeguato successo, considerando i vantaggi ambientali che ne deriverebbero se potesse essere estesa anche ad altri tipi di imballaggi e/o prodotti, magari diventando obbligatoria come avviene già in molti Paesi europei.

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