Alla scoperta della Slovenia che vanta la varietà di specie sia animali che vegetali per chilometro quadrato più alta in Europa e tra le prime nel mondo intero. Qui il turismo può davvero diventare ecosostenibile, un raro esempio di collaborazione tra uomo e Natura.

Gli Italiani vanno oltreconfine, intendo ad est, solitamente per infilarsi in qualche casinò. Gli Sloveni lo sanno bene e ancora ai tempi di Tito c'era abbondanza di offerta.

Quello che si ignora di questo piccolo Stato, grande quanto la Toscana, è per esempio il fatto che la Slovenia vanta la varietà di specie sia animali che vegetali per chilometro quadrato più alta in Europa e tra le prime nel mondo intero. E quello che senz'altro ignora chi si reca a Portorose, famosa per i suoi alberghi con sale da gioco, è che appena proseguendo verso il confine croato ci sono per esempio le Saline di Sicciole, dove il sale viene ancora prodotto con metodi antichi, dove sempre più si sta realizzando una visita ecosostenibile, via i veicoli a motore, proibito uscire dai percorsi per non disturbare sia le varie specie di uccelli che le rare piante alofile: diciamo che si tratta di un ecosistema unico, e diciamo anche che questo è un raro esempio di collaborazione, per casuale che sia, tra uomo e Natura: probabilmente un habitat del genere non si sarebbe potuto sviluppare che in quelle saline.

Nella mia qualità di traduttore - anche - dalla lingua slovena mi sono imbattuto nel testo che segue, e che corrisponde a vero. Tutti invitati, altro che i casinò...

Il Punto vendita "Lera"

Nell'ex posto di guardia "Caserma", nel cuore di Lera, per i visitatori del Parco naturale delle saline di Sicciole c'è il decoratissimo punto vendita "Lera" dove, oltre a sale e prodotti tradizionali associati con il sale, li attende il cioccolato fondente con fiore di sale. Un perfetto equilibrio tra amaro e dolce, con un leggero sentore di sale vergine prodotto in modo tradizionale. Al primo piano si trova una galleria dove sono permanentemente o temporaneamente esposte opere d'arte legate alle saline.

Canale di Lera

Il canale di alimentazione di Lera fornisce acqua di mare fresca per periodi di bassi livelli. Esso è dotato di una chiusa con doppia chiusura sul mandrino per l'apertura manuale con la marea e per racchiudere le scorte ricavate. La superficie del canale è di 4.960 ha. Era stato costruito per il riempimento diretto dei bacini di evaporazione. Gli argini del canale sono costituiti da sedimenti, nella parte inferiore sono in pietra.

Il Circolo canottieri

Il Circolo canottieri di Sicciole è l'impianto sportivo più moderno per la pratica del canottaggio amatoriale e sportivo e per la manutenzione delle imbarcazioni. E' in uso al Circolo canottieri, alla Nazionale slovena e a club stranieri. L'impianto misura 661 m2 e comprende uffici, spogliatoi e doccia, officina per la riparazione delle imbarcazioni, fitness e spazi per la ricreazione e le gare.

Il cuore delle saline

La stazione di pompaggio di Lera è il "cuore" delle saline e consente il pompaggio dell'acqua di mare e dell'acqua salmastra tra le singole aree e il drenaggio delle acque piovane in mare. Alla stazione di pompaggio elettrica si affianca una pompa diesel di riserva.

La Piazza dei Salinari

La Piazza dei Salinari dopo il 2003 è stata circondata da un edificio ristrutturato dove hanno sede uffici, laboratori, punto ristorazione, amministrazione e Centro visitatori. Sul tetto dell'edificio ristrutturato c'è una terrazza panoramica. Vi si sale con una scala a chiocciola. Dalla terrazza si gode una vista delle saline di Sicciole ancora più bella. In passato la "Piazza dei Salinari" era il luogo di incontro degli addetti alle saline. Al di sotto era stato scavato un grande serbatoio d'acqua in cui in caso di pioggia affluivano le precipitazioni dai tetti di ciottoli degli edifici vicini. Sul corpo di guardia si trovano un anemometro e una campana che chiamava i salinari per il pranzo o per una riunione.

La terrazza panoramica

Dalla terrazza panoramica si gode uno sguardo d'insieme delle saline. Verso sud si estende la zona di Fontanigge, ad est c'è la zona di cristallizzazione, a nord-ovest il golfo di Pirano con le molte boe del locale allevamento di cozze e l'allevamento ittico Fonda.

Il Centro visitatori

Gli ex laboratori presso l'edificio amministrativo di Lera sono stati convertiti in un centro visitatori. Una grande sala con 60 posti a sedere è adibita alla proiezione di filmati per gruppi in visita guidata. La sala è adatta anche per conferenze e presentazioni. In una parte dell'edificio si trova una sala tematica su sale, saline e salinari. Qui c'è anche un grande modello delle saline di Sicciole e una versione minore per i non vedenti. Uno spazio più ampio nella parte posteriore dell'edificio è stato trasformato in una sala multimediale con timeline e chiosco di informazioni con accesso al Web.

La Foce del Dragogna

Il Dragonja (in italiano Dragogna) è un fiume che ha origine nelle pendici orientali della Savrinia nel comune di Capodistria, è lungo 30 km e sfocia nel mare presso le Saline di Sicciole. Sulle rive crescono canneti e prima della foce sul lato sinistro si trovano ampi prati di alofite costituiti principalmente dalla Suaeda maritima, dal Giunco di mare, e a volte anche dalla Carex extensa. Particolarmente ricco è l'insediamento di Spartina maritima. L'area della foce del fiume Dragogna è situata sulla parte sinistra, ovvero sulla bocca sinistra del fiume Dragogna, al confine sud-occidentale sulle pendici carsiche della vicina Croazia, mentre a nord-est con Fontanigge. La parte estesa della foce è costituita da un impasto di distese costiere fangose e sabbiose che temporaneamente rimangono scoperte con la bassa marea e sono di solito prive di vegetazione di piante superiori. Queste aree rappresentano un habitat eccezionale, ricco per numero e diversità delle specie. L'area è un importante riserva di cibo per molte specie di uccelli, in particolare costieri.

La Parenzana

La Porečanka (Parenzana) è il nuovo nome commerciale della ex Istranka, la ferrovia istriana a scartamento ridotto (larghezza 760 mm) fra Trieste e Parenzo, che era in funzione tra il 1902 e il 1935. La linea era stata ufficialmente chiamata Linea di Parenzo ossia Parenzaner, poi Ferrovia istriana o TPC (Trieste - Parenzo - Canfanaro) secondo i progetti mai portati a termine di farla arrivare fino a Canfanaro. La gente del posto la chiamava Istranka o Ferrovia dei vigneti. Con l'annessione dell'Istria all'Italia era stata ufficialmente rinominata La Parenzana (il nome italiano di Poreč - Parenzo), ma per i nativi questo nome era associato con l'irredentismo italiano e non lo riconoscevano. E' stata messa in funzione solamente in occasione delle grandi migrazioni dalla parte centrale della Slovenia, dove le linee erano scomparse già da molto. La linea Porečanka corre all'interno del Parco regionale delle saline di Sicciole, accanto ai bacini di concentrazione dell'acqua marina.

Corea

L'area della miniera, che i locali conoscono come Corea, è interessante soprattutto perché dopo la cessazione dell'estrazione del carbone è stata allagata da acque sotterranee. Sull'area che un tempo era una discarica di scarti minerari in pochi decenni sono cresciute canne e altra vegetazione in maniera talmente fitta che a volte si vedono solo piccoli specchi d'acqua. La zona è circondata sul lato occidentale da altri bacini di evaporazione, ad est vi sono campi, la strada principale e il villaggio. Una parte del sito della miniera è stata trasformata in un habitat per la tartaruga di palude. Qui regolarmente fanno il nido alcune specie di uccelli; la zona è importante in inverno quando si raccolgono fino a 300 e più anatre. E' anche apprezzabile per le numerose libellule che vi si trovano.

La formazione delle saline

I sedimenti della base delle saline di Sicciole sono stati per lo più portati dal fiume Dragogna. Il suo ampio letto si è scavato lungo lo strato flysch dei Monti della Savrinia dell'entroterra che circondano le saline a nord e sul calcare cretaceo della penisola di Salvore a sud. Nella parte inferiore si intersecano strati di argilla sabbiosa e ghiaia di argilla, sulla parte superiore detriti alluvionali e fanghiglia marittima. Sono riconoscibili singole modifiche nei sedimenti (vongole e lumache) e sedimenti scuri di materia organica (foglie, steli, radici), che suggeriscono che la foce del Dragogna ha avuto più volte brevi periodi paludosi. Resti fossili di fanghi marini mostrano che a Sicciole l'ambiente marino di sedimentazione si è modificato in salmastro. Con il deposito dei detriti si è sollevato il fondo alla foce del Dragogna e così si sono create le condizioni per allestire i campi di sale. L'area di "Alto" è la più alta di Fontanigge ed è ancora usata per la concentrazione iniziale dell'acqua marina.

Traduzione e premessa di Enrico Lenaz