Il fenomeno dell' "hobby farming" sta conoscendo una crescita esponenziale nel nostro Paese, di pari passo con la crisi economica e con l'aumentata consapevolezza dell'importanza di una sana alimentazione e dei vantaggi sociali ed ambientali di una gestione sostenibile di spazi rurali.

Il poeta latino Virgilio, nel IV libro delle Georgiche ricorda di aver visto nei dintorni di Taranto un "vecchierel di Corico nativo" che aveva dissodato un piccolo appezzamento di terreno roccioso e incolto, trasformandolo in orto produttivo che gli permetteva la sera di colmare la mensa di cibi non comprati, pareggiando in cuor suo le ricchezze dei re ( regum equabat opes animis seaque).

Con l'arrivo della primavera, sempre più italiani si cimentano nell' "hobby farming" ovvero persone che per lavoro fanno altro nella vita ma che per passione si dedicano alla coltivazione del terreno, senza per forza trarre profitto da questa attività.

Basterebbe osservare i numeri (oltre 40.000 visitatori) con cui si è chiusa la VII edizione di Fiera di Vita in Campagna, la tre-giorni dedicata agli "hobby farmer", che si è svolta al Centro Fiera del Garda di Montichiari (BS) dal 24 al 26 marzo 2017, per rendersi conto della crescita del fenomeno. "Il successo crescente della manifestazione riflette lo spirito della popolazione, sempre più numerosa, degli agricoltori per passione, un mondo che in Italia conta 1,2 milioni di appassionati e curiosi e che muove un giro d'affari di circa 1,2 miliardi di euro - ha dichiarato Giuseppe Reali, Amministratore delegato della Casa editrice de "L'Informatore Agrario" che pubblica la rivista mensile "Vita in Campagna", organizzatrice dell'evento - Con la formula della mostra-mercato l'hobby farmer può incontrare gli espositori per confrontarsi, imparare, ma anche fare acquisti di qualità direttamente in fiera. L'obiettivo è quello di continuare a intercettare e favorire l'incontro tra questa domanda e offerta".

In occasione della Fiera, la Rivista ha reso noti i dati di un nuovo sondaggio realizzato online su un campione di circa 500 rispondenti in tutta Italia, che restituiscono una cartolina tanto bucolica quanto pragmatica dell'agricoltore non professionista.
Ortaggi (83%) e frutta (65%), ma anche ulivi (43%) e viti (37%) sono le coltivazioni predilette dagli hobby farmer, che lo fanno non certo per aggiungere reddito (11%) o per risparmiare (11%) quanto per stare all'aria aperta (69%), per "consumare prodotti più sani e genuini'" (68%) o per rilassarsi (50%).

In due casi su tre trasformano le proprie produzioni, in conserve (79%), olio (43%) e vino (34%) per il consumo in famiglia (92%) o per fare regali a parenti e amici (48%).
Il profilo dell'hobby farmer è in 8 casi su 10 maschio, di buona scolarità e impiegato (33%), pensionato (19%), libero professionista o operaio (10%), che, mediamente, dedica a questa passione 19,2 ore alla settimana.

Di pari passo è in crescita il fenomeno degli "orti urbani", piccoli appezzamenti di terreno che il Comune destina a singoli cittadini o a piccoli gruppi, per coltivarli e farvi crescere frutta e verdura.
Ormai, non c'è Comune che non abbia il suo regolamento per le modalità di conduzione, con i relativi bandi di assegnazione che sono sempre più partecipati.
Un tempo gli orti erano assegnati ai pensionati, ma ora si tende a far partecipare anche giovani disoccupati che in tal modo possono contribuire a far arrivare alla fine del mese la famiglia, autoproducendo frutta e verdura a Km zero e di "garantita" qualità.
Non deve essere sottovalutato, inoltre, il ruolo didattico di queste iniziative, dal momento che attraverso lo scambio di opinioni e consigli si tramandano saperi e conoscenze.
Secondo l'indagine effettuata da Coldiretti e Censis nel 2015 in occasione della presentazione della rete "Tutor dell'orto", promossa dalla Fondazione Campagna Amica, gli orti urbani in Italia in due anni erano triplicati, raggiungendo il record di 3,3 milioni di metri quadri.

In generale, la passione per l'orto sta aumentando soprattutto tra i più giovani che, nell'impossibilità di avere a disposizione spazi di terreno, utilizzano terrazzi e balconi per sperimentare tecniche colturali e varietà di ortaggi e piante aromatiche che utilizzano in cucina.