Nonostante i dati siano positivi, l'Italia va ancora male per quanto riguarda sovrappeso e obesità infantile: bisogna educare i genitori!

Dieta sana e attività fisica sono gli ingredienti fondamentali per una vita salutare, motivo per cui si incoraggia la popolazione al consumo abbondante e giornaliero di frutta e verdura e, allo stesso tempo non esagerare nel consumo di carne rossa e nell'assunzione di bibite zuccherate. Finalmente ci sono dei risultati positivi: nel primo bimestre del 2017 c'è stato un boom di consumo di frutta e verdura, il migliore degli ultimi 17 anni. A dare la notizia è il Rapporto del Macfrut Consumers' Trend.

Nonostante il grande freddo di questa invernata, il quale ha causato gravi danni all'economia e alla produzione ortofrutticola e il conseguente aumento dei prezzi, i consumatori ne hanno incrementato l'acquisto del 4% rispetto allo stesso periodo del 2016.

In numeri: sono state acquistate circa 1,3 milioni di tonnellate di frutta e verdura, di cui per la prima più di 711.000 tonnellate (+4% sul primo bimestre 2016), mentre gli ortaggi per oltre 590.000 tonnellate (+5%).

Se consumare frutta e verdura è importante per gli adulti, per i bambini diventa un fattore fondamentale. Il motivo principale per cui si presta particolare attenzione allo stile di vita dei più piccoli è l'elevata percentuale di sovrappeso e obesità in questa fascia d'età. Inoltre, queste sono le 2 cause principali di malattie croniche e di insorgenza precoce di patologie tipiche dell'età adulta.

Negli ultimi anni, i dati riguardanti l'obesità e il sovrappeso infantile sono stati allarmanti, in quanto l'Italia si registrava tra i Paesi con i maggiori problemi. Ad oggi la situazione sembra migliorata: in meno di 10 anni nel nostro Paese i bambini obesi e sovrappeso sono diminuiti del 13%. Ad affermarlo è "Okkio alla Salute", l'ultima rilevazione dei dati promossa dal Ministero della Salute e coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

L'indagine effettuata riguarda bambini in età compresa tra gli 8 e i 9 anni, inclusi i loro genitori, provenienti da tutte le regioni della penisola. In particolare, si mette in evidenza che la percentuale di bambini obesi scende del 2,7%, arrivando al 9,3% nel 2016 (nel 2009 era del 12%), mentre ha un calo minore quella dei bambini in sovrappeso, solo dell'1,9%, passando dal 23,2% del 2009 al 21,3% del 2016. L'Iss vuole comunque sottolineare che il calo registrato non è ancora sufficiente, infatti l'Italia rimane nella classifica dei peggiori Paesi europei per obesità infantile. I genitori, purtroppo, rappresentano uno dei maggiori ostacoli al miglioramento: il 40% delle madri e dei padri di bambini in sovrappeso o obesi crede che il peso del figlio sia nella norma, non ascoltando i consigli dei pediatri.

"L'obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia. Nonostante il miglioramento registrato dagli ultimi dati restano forti differenze geografiche tra Nord e Sud, a discapito di quest'ultimo – ha affermato Walter Ricciardi, Presidente dell'Iss – La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati ed è contemporaneamente il segnale che dobbiamo concentrare maggiormente gli sforzi in questa direzione. Tuttavia resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita".

La rilevazione ha, inoltre, sottolineato le cattive abitudini alimentari e giornaliere dei bambini. Nonostante ci sia stato un miglioramento riguardante sia l'aumento del consumo di frutta e verdura che la diminuzione di quello di bevande zuccherate, i bambini seguono ancora una dieta scorretta, come non fare la prima colazione (l'8% degli intervistati) o farla comunque inadeguata (il 33%). Per quanto riguarda i pasti a metà giornata, la cosiddetta merenda sembra essere sempre troppo abbondante (nel 53% dei casi). Inoltre, il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumano abbastanza frutta e verdura, mentre il 36% dei bambini consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate.

Ad aumentare i problemi legati a questa dieta scorretta è lo stile di vita sedentario. Infatti, soprattutto in giovane età, deve essere svolto un adeguato movimento. Secondo i dati dell'indagine, solo il 33,8% dei bambini svolge attività fisica al massimo una volta alla settimana, mentre solo il 23,5% di questi fa giochi di movimento un giorno alla settimana. La vita sedentaria è associata anche all'eccessivo uso di televisione e videogiochi, infatti il 44% dei bambini ha la tv in camera, mentre il 41% passa il tempo libero o guardando la tv o ai videogiochi per più di 2 ore al giorno, che è il tempo massimo raccomandato.

Il problema principale che ne emerge è che gli adulti stessi non sono educati ad uno stile di vita sano, essendo proprio i genitori a decidere cosa dare da mangiare ai figli e quanto tempo farli stare in casa davanti alla televisione. Prima di tutto bisogna fare un lavoro sulla popolazione adulta ad avere un rapporto sano con il cibo, e solo in seguito si potrà trasmettere l'insegnamento ai più piccoli attraverso il buon esempio.