Per rafforzare il mercato unico e nell'ambito dell'impegno volto a stimolare gli investimenti nell'UE, la Commissione ha presentato un'iniziativa mirata a organizzare gli appalti pubblici in maniera più efficiente e sostenibile, utilizzando le tecnologie digitali per semplificare e accelerare le procedure.

Nell'economia dell'Unione europea, una parte considerevole degli investimenti pubblici è spesa mediante appalti pubblici: 2.000 miliardi di euro ogni anno, pari al 14 % del PIL dell'UE. Assicurarsi che tale denaro pubblico sia speso in modo efficiente ed efficace è nel comune interesse europeo. Conformemente alla normativa UE in materia di appalti pubblici, tutti gli appalti pubblici al di sopra di una determinata soglia devono essere oggetto di un bando di gara nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione. Tali norme sono state ulteriormente semplificate nel 2014 con le Direttive 23, 24, 25 (recepite nell'ordinamento italiano dal D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, il cosiddetto nuovo "Codice degli appalti". Invece di aggiudicare un contratto soltanto sulla base del miglior prezzo, le autorità nazionali sono incoraggiate a integrare criteri qualitativi, richiedere soluzioni innovative e volte al risparmio energetico o insistere su approcci sostenibili e socialmente inclusivi. Così il Codice degli Appalti ha introdotto dei "criteri di sostenibilità energetica ed ambientale" da parte delle stazioni appaltanti per contribuire agli obiettivi ambientali previsti dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN GPP), con la possibilità da parte del Ministero dell'Ambiente di disciplinare, per le categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del valore a base d'asta a cui è riferito l'obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi (CAM). Facoltà che è stata esercitata con il Decreto 24 maggio 2016 avente ad oggetto "Incremento progressivo dell'applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture".

Peraltro, la Commissione monitora attentamente il recepimento della normativa UE in materia di appalti pubblici negli ordinamenti nazionali e ad assistere le autorità pubbliche affinché comprendano e sfruttino pienamente le possibilità offerte dagli appalti pubblici.

Parallelamente, come annunciato nella Strategia di politica industriale, la Commissione continua ad adoperarsi per concludere ambiziosi capitoli in materia di appalti negli accordi di libero scambio e aiutare così le imprese dell'UE a vendere all'estero. Per rafforzare il mercato unico e nell'ambito del suo continuo impegno volto a stimolare gli investimenti nell'UE, la Commissione ha presentato un'iniziativa mirata a organizzare gli appalti pubblici in maniera più efficiente e sostenibile, utilizzando appieno le tecnologie digitali per semplificare e accelerare le procedure. "Dall'inizio del nostro mandato nel novembre 2014 abbiamo attribuito un ruolo centrale agli investimenti, in particolare attirando capitali privati con il piano di investimenti per l'Europa - ha dichiarato Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività - Adesso vogliamo sfruttare appieno il potenziale degli appalti pubblici e garantire che i 2.000 miliardi di euro spesi ogni anno in servizi e prodotti pubblici diano impulso alla nostra economia, stimolino l'innovazione e contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità".

L'iniziativa prevede 4 ambiti principali.

Con la Comunicazione "Appalti pubblici efficaci in Europa e per l'Europa" (Making public procurement work in and for Europe), vengono individuati 6 settori specifici in cui un cambiamento può fare la differenza nel modo in cui il denaro pubblico viene speso negli Stati membri, contribuendo quindi in maniera tangibile alla crescita e alla creazione di occupazione nell'UE: - maggiore utilizzo dei criteri di innovazione; - rispetto dell'ambiente e responsabilità sociale per l'aggiudicazione di appalti pubblici; - professionalizzazione degli acquirenti pubblici; - migliore accesso delle PMI ai mercati degli appalti dell'UE e accesso più agevole delle imprese dell'UE ai mercati degli appalti dei Paesi terzi; - maggiore trasparenza, integrità e qualità dei dati in materia di appalti; - digitalizzazione delle procedure d'appalto; - maggiore cooperazione tra gli acquirenti pubblici in tutta l'UE.

Con la Comunicazione "Helping investment through a voluntary ex-ante assessment of the procurement aspects for large infrastructure projects" (Valutazione volontaria ex ante dei grandi progetti infrastrutturali), la Commissione UE nella consapevolezza che i progetti complessi possono riscontrare problemi fin dalle prime fasi se chi li gestisce non comprende appieno la complessità delle norme che si applicano agli appalti su ampia scala, istituirà un helpdesk in grado di rispondere a domande specifiche nelle fasi iniziali di progetti con un valore stimato superiore ai 250 milioni di euro. Per quanto riguarda i progetti che rivestono grande importanza nello Stato membro interessato o che hanno un valore stimato totale superiore ai 500 milioni di euro, le autorità competenti potranno chiedere alla Commissione di controllare il piano di appalto completo affinché sia conforme alla normativa UE in materia di appalti, riducendo così in maniera significativa le incertezze e il rischio di ritardi e contenziosi legali. Il meccanismo funziona su base volontaria, la consulenza della Commissione non è vincolante e le informazioni saranno trattate nel rispetto di rigorosi obblighi di riservatezza.

Con la Raccomandazione sulla professionalizzazione degli acquirenti pubblici (Recommendation on the professionalisation of public procurement: Building an architecture for the professionalisation of public procurement), la Commissione raccomanda delle misure che gli Stati membri dovranno adottare per garantire che gli acquirenti pubblici possiedano le competenze professionali e le conoscenze tecniche e procedurali necessarie per rispettare le norme e assicurare che il denaro dei contribuenti venga utilizzato per l'acquisto dei migliori beni e servizi possibili. La Commissione agevolerà lo scambio di buone pratiche e di approcci innovativi.

Con la Consultazione avviata (si chiuderà il 2 gennaio 2018) sullo stimolo all'innovazione mediante gli appalti pubblici la Commissione UE mira ad ottenere da Pubbliche Amministrazioni, portatori di interesse e singoli cittadini un feedback su come stimolare l'innovazione attraverso l'appalto di beni e servizi. Gli appalti per l'innovazione possono vertere sui risultati dell'innovazione nonché su modalità d'acquisto innovative. La consultazione verrà utilizzata per futuri orientamenti destinati alle autorità pubbliche, che tratteranno questioni quali le modalità per elaborare una strategia, l'organizzazione del sostegno agli appalti per l'innovazione o l'uso di strumenti per gli appalti favorevoli all'innovazione.

"Incoraggiamo le autorità pubbliche a utilizzare gli appalti pubblici strategicamente, come strumento per migliorare l'utilizzo del denaro pubblico e contribuire a un'economia più innovativa, sostenibile, inclusiva e competitiva - ha aggiunto a sua volta Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'Industria, l'Imprenditoria e le PMI - La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri in tal senso e invita le autorità pubbliche a tutti i livelli di governo e gli altri soggetti interessati a lavorare nel quadro di un ampio partenariato".