Alla Conferenza UNFCCC che dovrà definire un quadro di valutazione degli impegni presi a Parigi, l'Unione europea fornirà le indicazioni sul suo contributo alla riduzione delle emissioni e le politiche intraprese per decarbonizzare l'economia, ma le stime di Eurostat sulle emissioni delle emissioni di CO2 nel 2016 testimoniano che la strada è tutta in salita.

Si è aperta a Bonn (8-18 maggio 2017) una serie di negoziati sui cambiamenti climatici nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite (UNFCCC) per sviluppare le linee guida necessarie per attuare l'Accordo di Parigi.
"La riunione di Bonn offre ai Governi la possibilità di avanzare in modo chiaro sulle linee guida di attuazione per rendere l'Accordo di Parigi pienamente operativo in vista della valutazione sui progressi compiuti dopo la Conferenza UNFCCC di Parigi, che avrà luogo il prossimo anno - ha affermato Patricia Espinosa, Segretaria esecutiva dell'UNFCCC - Inoltre, la riunione dovrà definire il bilancio per il Segretariato che i Governi dovranno assicurare per rendere attuativo l'Accordo stesso".

La riunione costituisce anche l'occasione per i lavori preparatori della consueta Conferenza annuale dell'UNFCCC (COP23) che avrà luogo sempre a Bonn (6-17 novembre 2017), ma sotto la Presidenza dal valore simbolico delle Isole Fiji, essendo proprio i piccoli Stati insulari i più a rischio per effetto dei cambiamenti climatici.

Uno degli argomenti attesi al fine di accelerare l'azione dei Governi per raggiungere gli obiettivi climatici sottoscritti (INDC) è la valutazione delle attività che hanno un alto potenziale di ridurre le emissioni. In merito, il Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment che fa parte della London School of Economico di Londra, presenterà i risultati per evidenziare i risultati delle legislazioni climatiche introdotte prima e dopo l'Accordo di Parigi.
"Non vedo l'ora di conoscere tali conclusioni - ha aggiunto la signora Espinosa - In vari modi, essi rappresentano il proverbiale 'provare per credere' per sapere se l'attuazione sia dell'Accordo di Parigi che degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile si fondano su solide politiche nazionali in grado di definire una chiara direzione per l'azione".

Anche l'Unione europea "non vede l'ora di continuare le sessioni multilaterali di valutazione - si legge in un Comunicato stampa del 5 maggio 2017 - che consentono ai Paesi di condividere le esperienze in attuazione dei propri impegni nell'ambito della Convenzione ONU sul Clima".
Nel corso della sessione di Bonn, la Commissione UE, in collaborazione con Florence School of Regulation, ha organizzato per il 12 maggio un Evento laterale dal titolo "Delivering the EU contribution under the Paris Agreement - The implementation of the 2030 climate and energy framework", con l'obiettivo di fornire le indicazioni sul contributo dell'UE per ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 e di concorrere alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, tramite una gamma di politiche interagenti, quali quelle per attuare la Strategia Unione dell'Energia.

Per offrire indicazioni in merito, è probabile che l'Ufficio statistico dell'Unione europea (Eurostat) abbia voluto anticipare il 4 maggio 2017 le stime sulla riduzione nel 2016 delle emissioni di CO2 nell'UE che segnano un -0,4% rispetto all'anno precedente.
Anche se il contributo della produzione energetica al riscaldamento globale è notevole, la riduzione è modesta o, meglio, non in linea con quel che sarebbe necessario, visto che qualche giorno prima si è avuta la conferma che la concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato la soglia simbolo di 410 ppm.

Le riduzioni maggiori sono state registrate a Malta (-18,2%), Bulgaria (-7%), Portogallo (-5,7%) e Regno Unito (-4,8%), mentre gli aumenti più marcati sono avvenuti in Finlandia (+8,5%), Cipro (+7%), Slovenia (+5,8%) e Danimarca (+5,7%).

L'Italia rientra tra gli 11 Paesi membri dove si è registrata una riduzione, con un - 2,9%, ma rimane comunque uno dei maggiori contributori con il 10,1 delle emissioni totali dell'UE, superata solo dalla Germania (22,9) e dalla Gran Bretagna (11,7).

In copertina: Mano a mano. Scultura in legno creata dall'argentino Pedro Marzorati, artista noto per esprimere il suo impegno contro i cambiamenti climatici, che vuole simboleggiare il ruolo dell'uomo nell'influenzare l'ambiente naturale, ma anche il possibile contributo che egli può dare per salvaguardarlo. La scultura è in mostra da maggio ad Andresy, presso Parigi, a Festival d'art "Sculpture en l'Ile 2017".