L'annuale relazione dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e i Sistemi Idrici si è trasformata in una vera e propria relazione di fine mandato, dal momento che il Collegio sarà rinnovato dopo un settennio e la denominazione dell'Authority cambierà acronimo per l'inclusione dell'attività regolatorie dei rifiuti: ARERA (Autorità di Regolazione Energia Rifiuti Acqua).

"Hi duo amores, quorum… alter socialis, alter privatus alter communi utilitati consulens, alter etiam rem communem in potestatem propriam redigens alter hoc volens proximo quod sibi, alter subicere proximum sibi alter propter utilitatem regens proximum, alter propter suam".

(Due sono le passioni insite nell'animo umano, di cui… una per il sociale - tra i soci - l'altra per l'individuale - privato del sociale - una che si incarica dell'utilità collettiva, l'altra che si impossessa delle cose di tutti, una che vuole per il prossimo ciò che va bene a sé, l'altra che subordina il prossimo a se stesso, una che governa il prossimo per l'utilità di questi, l'altra che agisce per la propria utilità).

Aurelio Agostino, "La Genesi alla lettera" - 11.15.20.

Ha scelto un bel passo di S. Agostino il Presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e i Sistemi Idrici (AEEGSI) Guido Bortoni, quale incipit della Relazione Annuale sullo "Stato dei Servizi e sull'Attività svolta", presentata il 4 ottobre 2017 alla Camera dei Deputati alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente della Camera Laura Boldrini, che è anche l'ultima del Collegio settennale dallo stesso presieduto, dal momento che i componenti saranno presto rinnovati e l'Autorità cambierà la denominazione in ARERA (Autorità di Regolazione Energia Rifiuti Acqua).

"Sette anni assai interessanti - si legge nei passi finali della Relazione - ma lunghi e vissuti ad altissima velocità di cambiamento dei fondamentali dei settori e della regolazione che ha sperimentato la fatica di essere costantemente in cammino. Oggi sono mature le premesse per fare un ulteriore passo - già tentato alcune volte per la verità - includendo anche l'altro grande servizio ambientale, quello dei rifiuti urbani ed assimilati tra i settori regolati da questa Autorità".

Sette anni "per il socialis profuso senza mezze misure", ha concluso Bortoni, dando senso compiuto alla scelta della citazione, con la rivendicazione del ruolo assolto in questi anni dall'Autorità di implementare "l'istanza pubblica e regolatrice"e al contempo di perseguire l'auspicato equilibrio con le libere iniziative a mercato espresse dagli operatori, tenendo ferma la mission del Regolatore "attribuita dalla legge alla tutela di consumatori ed utenti, degli interessi dei quali l'Autorità prende parte e difese".

Nella Relazione l'Autorità ha sottolineato, punto per punto, i temi di maggiore attualità del momento assieme alle linee strategiche.

In questi anni, ha spiegato, l'Autorità ha operato per far sì che le fonti rinnovabili "cessassero di essere trattate come 'forestiere' al sistema, non senza proteste dei relativi operatori che vedono aumentare i propri doveri".

Nel settore del gas naturale si è lavorato per allargare la partecipazione dei diversi attori: "le regole del mercato hanno progressivamente sostituito meccanismi regolatori divenuti obsoleti per garantire l'allocazione efficiente delle risorse e una graduale apertura del mercato".

Mentre nei mercati al dettaglio l'Autorità si è attivata perché "anche i clienti di più piccole dimensioni cessassero di essere silenti, recuperando via via forza contrattuale".

Bortoni ha sottolineato pure che alcune politiche pubbliche hanno determinato delle distorsioni, "In particolare nel settore elettrico si è generato un gap rilevante tra i prezzi pagati dai consumatori finali nei mercati al dettaglio ed i corsi delle relative commodity sui mercati all'ingrosso. Segno preoccupante di veri e propri mercati a due velocità". Anche se il fenomeno non è solo italiano, ha detto tra l'altro il Presidente, esso "confina l'effetto della regolazione pro-concorrenziale soltanto ad una parte intorno al 50% del prezzo finale pagato da cittadini ed imprese".

Non è casuale che dai consumatori arrivino "segnali critici, riscontrabili nel numero in crescita, di reclami, per cui abbiamo rafforzato gli standard di qualità e gli indennizzi in capo agli operatori. Soprattutto ci si è focalizzati sul livello successivo quando i reclami, se irrisolti, si trasformano in meta-reclami ovvero in vere e proprie controversie cliente-fornitore-distributore". La regolazione ha quindi puntato ad un nuovo sistema di composizione delle controversie. "Nel primo anno di vita del sistema, si raggiungono 40.000 casi di conciliazione di cui ben l'80% perviene a conclusione positiva. Questo contribuisce a ridare fiducia al consumatore".

Secondo l'Autorità, "occorre che gli oneri di incentivazione siano rimessi sotto controllo ed efficientati, cosa fatta in maniera timida nel passato, e che ogni risorsa liberata possa essere reinvestita nella frontiera di ricerca ed innovazione per le nuove tecnologie, al fine di abbassare i costi delle iniziative sostenibili. Non possiamo procedere per eccessi perché ne andrebbe di mezzo la crescita della nostra economia afflitta da prezzi finali dell'energia elevati, né possiamo dimenticarci di innovare perché la strada della riduzione dei prezzi dell'energia green passa unicamente da lì".

"Sono già in corso una serie di attuazioni della legge sulla concorrenza - ha ricordato Bortoni - in vista del avvio del mercato libero, della riforma del mercato elettrico e per favorire l'integrazione delle forme rinnovabili". "Con la disciplina delle offerte Placet (prezzo libero a condizioni equiparate di tutela) e con l'impostazione accelerata del portale di comparabilità delle offerte" l'Autorità ha avviato questo processo di liberalizzazione voluto dalla legge sulla concorrenza. "Quanto ai clienti meno attivi sul mercato - ha detto Bortoni - la regolazione predisporrà strumenti di aggregazione quali ad esempio i Gruppi di acquisto di energia".

Per Bortoni è necessario "promuovere lo sviluppo coordinato delle reti di distribuzione del gas e dell'energia elettrica, sino a oggi caratterizzate da pianificazione separata, financo conflittuale. A tale scopo, andranno individuati strumenti regolatori ad hoc, per attuare obiettivi auspicabilmente ricompresi in una visione strategica coordinata e di lungo termine". In particolare nel settore del gas, aggiunge Bortoni, "l'utilità delle infrastrutture posizionate sul territorio italiano o ivi afferenti è spesso a vantaggio di altri Paesi dell'Unione europea interconnessi. Diventa, dunque, centrale riuscire a garantire che l'onere dell'infrastruttura sia correttamente gravante anche su tali Paesi e commisurato ai benefici esportati".

Passando al tema dell'acqua e del diritto alla sua qualità, il Presidente dell'AEEGSI ha ricordato che è stato con l'inizio del settennato del Consiglio da lui presieduto che il legislatore ha ampliato i settori di competenza dell'Autorità, inserendo tra gli altri anche il settore idrico, dove c'è "un ingente bisogno di investimenti per tutelare il cliente finale e fornire un bene essenziale di qualità", dei quali l'Autorità ha "incentivato la ripartenza e la crescita degli investimenti effettivi". Gli investimenti sul territorio "vedono così una progressione geometrica: erano circa 900 milioni di euro nel 2012 a 1,6 miliardi nel 2015 con una stima di raggiungimento di 3,2 miliardi per ogni anno nel quadriennio 2016-2019, per la prima volta, sono state affrontate in modo organico le diverse aree di intervento: la regolazione tariffaria, la regolazione degli assetti del servizio e la regolazione della qualità del servizio".

La Relazione ha fatto poi il punto sugli scenari futuri per energia, esprimendo anche l'orientamento dell'AEEGSI sul teleriscaldamento, facendo notare che occorrerà promuoverne lo sviluppo "attraverso lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e del calore di scarto, disponibili localmente […] Gli effetti positivi della regolazione potrebbero essere più incisivi se il perimetro di intervento dell'Autorità includesse poteri di regolazione tariffaria affini a quelli esercitati negli altri settori regolati: si aggiungerebbe così la possibilità di promuovere investimenti nel settore".

Infine Bortoni ha sottolineato la sua volontà di fare un passo indietro in vista del rinnovo del Consiglio: "Evitare soluzioni di continuità per l'istituzione".